Un inizio difficile nel mondo dei tatuaggi
Jhony Ramirez ha iniziato il suo percorso nel mondo dei tatuaggi nel 2011, a Bogotá, Colombia, in un periodo in cui i tatuaggi erano ancora fortemente stigmatizzati. “Se avevi un tatuaggio, la gente ti chiedeva se fossi stato in prigione o parte di una gang,” ricorda con una risata. Oltre alle percezioni sociali, l’accesso ai materiali era limitato. “C’erano solo due o tre negozi di forniture per tatuaggi, e dovevi lavorare con gli aghi disponibili. A volte, dovevo persino modificarli io stesso.” La sua prima esperienza di tatuaggio, un’elfa gotica con un fiore, è stata fatta sulla moglie, Gina. “Tremavo così tanto,” ammette. “Il modello si è cancellato e ho dovuto fare tutto a mano libera senza sapere come disegnare. Ci sono volute nove ore solo per il lavoro di linea.” Nonostante i nervi e le sfide, quel momento ha acceso in lui la consapevolezza che il tatuaggio non era solo inchiostro, ma un’arte che racconta storie e esprime emozioni profonde.
La crescita attraverso la dedizione e l’apprendimento
Contrariamente a molti artisti che iniziano a disegnare da bambini, Jhony non aveva mai preso in mano una matita prima di entrare nel mondo del tatuaggio. Determinato a migliorare, ha sviluppato un metodo personale: tracciava immagini di riferimento, le colorava con pennarelli e matite colorate, e poi replicava quelle tecniche con l’inchiostro sulla pelle. Con il tempo, ha cercato la guida di pittori e artisti, affinando le sue tecniche e costruendo fiducia. Un punto di svolta è arrivato quando ha visto il suo primo tatuaggio di realismo a colori guarito. “È stato allora che ho capito che i miei sforzi stavano dando i loro frutti,” dice. Con ogni nuovo progetto, la sua fiducia cresceva, evolvendo la sua tecnica nello stile vibrante e dettagliato per cui è conosciuto oggi.
Un artista in continua evoluzione
Jhony attribuisce gran parte della sua crescita alla guida di altri artisti del tatuaggio. Karl di Golden Ink ha avuto un ruolo fondamentale nei suoi primi giorni, insegnandogli a conoscere aghi, regolazione delle macchine e tecniche di ombreggiatura. Un altro grande influsso è stato Julián González, che non solo gli ha fornito formazione tecnica, ma lo ha anche incoraggiato a sognare in grande. Partecipare a una convention internazionale di tatuaggi a Santiago, in Cile, nel 2011 ha consolidato le sue ambizioni. “L’evento mi ha fatto capire che i miei progressi erano solo l’inizio,” riflette. Ha anche tratto ispirazione da artisti leggendari come Robert Hernández, Paul Booth, Ángel Pavel e Nick Baxter. “Grazie a loro, il tatuaggio è completamente evoluto ai miei occhi.” Jhony descrive il suo stile come realismo a colori pieni con elementi di impressionismo, mescolando dettagli fini con profondità e vivacità.